Højlund e il tocco di mano con il Verona: moviola, VAR e la decisione finale

Nel match tra Napoli e Verona c'è stato un episodio che ha fatto parlare: il tocco di mano di Rasmus Højlund in area di rigore, valutato al VAR e al centro di molte discussioni dopo la partita. Le immagini hanno mostrato un contatto che ha fatto alzare dubbi su un possibile intervento arbitrale.
Durante l'azione l'attaccante azzurro ha controllato il pallone con il corpo, ma subito è emersa l'imprecisione nel tocco con il braccio. Il direttore di gara, richiamato al monitor dalla sala VAR, ha deciso di non assegnare il rigore, convalidando la decisione presa in campo. Una scelta che ha trovato conferme anche dalle immagini video, che mostrano come il movimento del braccio fosse spontaneo e in reazione al pallone piuttosto che un allungamento deliberato per toccarlo.
Il VAR ha analizzato in tempo reale l'episodio, tenendo conto della distanza e della dinamica dell'azione, e ha ritenuto che non ci fosse sufficiente elemento per punire con il penalty. Una decisione che ha sollevato opinioni contrastanti tra i tifosi: c'è chi ha applaudito la scelta della tecnologia, e chi invece ha ritenuto che l'intervento meritasse una maggiore attenzione.
In un calcio moderno dove ogni episodio viene sviscerato al millimetro, questa circostanza evidenzia ancora una volta come l'utilizzo del VAR non elimini completamente la soggettività dell'interpretazione, soprattutto in situazioni difficili da giudicare al volo. La condivisione delle immagini e dei replay ha però aiutato a capire le motivazioni dietro la decisione arbitrale.
In definitiva, la scelta di non concedere il calcio di rigore dopo il tocco di mano di Højlund è stata confermata anche dal controllo al monitor, e resta un punto di dibattito tecnico importante. Per il Napoli, l'episodio non ha cambiato l'inerzia della partita, ma ha dato materiale di discussione per tifosi, addetti ai lavori e appassionati.
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